Discus, allevamento

Premessa

Quando iniziai ad allevare discus l’acqua era la  prima cosa su cui ci si concentrava, la qualità e la possibilità di un approvvigionamento continuo erano le priorità. L’osmosi inversa non era un sistema ancora molto diffuso in Italia e i costi iniziali erano molto alti. Personalmente, trovai una fonte a 20km da casa  dove sgorgava un’acqua molto tenera e pura e mi  ci recavo ogni settimana per fare un carico di circa 250 litri per il mio acquario con discus, era il 1990. L’acqua di questa fonte aveva già funzionato molto bene nella riproduzione di scalari e di molti ciclidi nani: Ramirezi, Apistogramma agassizi  , cacatuoides, si erano riprodotti egregiamente, ero certo avrei avuto  successo anche con i discus.  Convincere mio fratello ad accompagnarmi, dal momento che non avevo ancora la patente, diventava sempre più complicato.


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L’acqua, un elemento scontato?

In quegli anni, la quantità d’acqua che mi serviva era sempre maggiore. Decisi di importare dagli stati uniti il mio primo sistema  ad osmosi inversa, per una cifra da capogiro. Cosi ho iniziato a preparare in casa la mia acqua e a tagliarla con una miscela di sali artigianale, sul mercato non se ne trovavano ancora di già pronte.

Oggi, nel mantenimento dei nostri beniamini in acquario, l’elemento acqua è meno curato, nel senso che, si è diffuso un orientamento secondo il quale il discus può vivere tranquillamente in acque molto dure. Sono convinto che l’acqua migliore per la crescita e il mantenimento, sia sempre un’acqua molto tenera e acida. La natura non fa mai nulla per caso, il dovere di un vero appassionato è tenere i propri animali nel miglior modo, nel rispetto totale delle loro esigenze. Preparare un’acqua tenera e leggermente acida, tutelerà i nostri discus da problemi di tipo batteriologico e da pericolose concentrazioni di ammoniaca. Chi alleva esemplari di origine selvatica non deve mai prescindere da questo modus operandi. Il modo migliore per ottenere un’acqua valida è quello di prepararla con sistema di osmosi inversa  e arricchirla  con una miscela di sali, alcuni appassionati invece tagliano l’acqua di osmosi con l’acqua di rubinetto ma questo alla lunga può diventare un limite.

Un aspetto fondamentale nella preparazione dell’acqua è la certezza che di volta in volta sia sempre uguale, la gestione dei nostri pesci pretende stabilità dei valori e i continui cambiamenti generano condizioni di stress che vanno ad incidere sullo stato di salute generale dei nostri animali.

La giusta acqua è la prima tutela per il controllo delle malattie e lo strumento più potente per combatterle, come ho detto in altre sedi, tutto è in funzione di essa nella gestione di un acquario, è un concetto cosi fondamentale su cui si impernia  anche la scelta della corretta alimentazione. Conservare più a lungo l’integrità dell’acqua e la stabilità dei valori in acquario sarà dovere del nostro sistema di filtraggio.

Se avremo un acquario da salotto unico, un buon allestimento e un equilibrio biologico ben tarato, garantiranno la conservazione della qualità della nostra acqua dal punto di vista chimico e biologico ma se stiamo parlando invece di gruppi di vasche non allestite, dovremmo affidarci ad un sistema di filtraggio più complesso, che garantisca le condizioni di cui sopra e ci permetta di ridurre il quantitativo di cambi d’acqua, per non affaticare la nostra passione, facendola ridurre ad un continuo lavoro manuale. Se lavoreremmo in questa direzione, sarà importante non dimenticare mai di aggiungere ad intervalli regolari oligoelementi, già dopo una settimana senza cambio d’acqua, in vasche “affollate”, con un filtraggio molto attivo, la loro concentrazione può ridursi drasticamente. A mio avviso, è molto importante puntare su una buona preparazione dell’acqua e magari ridurne il consumo, non dimentichiamo infatti che la gestione dei nostri discus, comporta uno spreco di risorse in termini  di acqua ed energia, a volte non necessario. Un appassionato medio con più di due o tre acquari con discus, può consumare anche 20.000 litri di acqua mediamente in un anno, per non parlare di chi ha un numero più elevato di pesci e vasche. Questa gestione, rischia non solo di “stressare la nostra passione” ma di trasformarla da un hobby con finalità sane, nell’ennesima esagerazione del nostro tempo.

Tre sono secondo me i fondamenti dell’allevamento del discus.
Ognuno di questi incide sul risultato dell’altro in modo “sequenziale”.
L’ordine è dunque un ordine di importanza, il peso secondo cui, uno, incide sull’altro.

Derivazione

La provenienza dei nostri discus, dunque il modo in cui sono stati allevati, determina il futuro del nostro successo. Molto spesso, ho visto appassionati lottare per rimettere in salute pesci che ormai non potevano più essere salvati. L’eccesso di trattamenti preventivi, ha infatti come conseguenza, danni agli organi interni irreparabili. Non solo i numerosi antiparassitari usati a scopo preventivo, in molti allevamenti, hanno favorito ceppi parassitari selezionati in resistenza ma anche l’uso incontrollato di antibiotici, ha creato ceppi batterici sensibili a poche molecole. A fine degli anni novanta, questo modo di allevare discus ha fatto i conti con una patologia che ha spazzato via oltre il 60% degli allevamenti asiatici, la Peste del discus, per fortuna sembra un ricordo ormai lontano, ma è innegabile che nuove patologie stiano facendo capolino nella vasche degli appassionati. Molte covate di discus hanno malattie da sporozoi che pregiudicano la colonna vertebrale dei piccoli che, nuotano a testa in su oppure con problemi alla vescica natatoria, fino alla morte degli stessi; strane forme di idropsia pregiudicano la buona riuscita dell’allevamento dei piccoli, decimati intorno alla 4° – 6°settimana da forme batteriche che causano forme gravi di splenomegalia che si manifestano all’occhio dell’appassionato, con sintomi classici del ventre gonfio, a cui spesso è difficile dare una spiegazione plausibile. In questo possibile scenario, una buona strumentazione e un’ottima gestione della manutenzione, possono diventare solo palliativi. L’appassionato non ha colpe né possibilità di intervento, l’unico strumento a disposizione, è la PONDERAZIONE dell’acquisto Non solo dobbiamo pretendere il maggior numero di informazioni sui nostri discus ma dobbiamo avere anche gli strumenti per valutare le notizie che riusciamo a raccogliere.
Il primo consiglio, è affidarsi sempre ad allevatori che abbiano un sistema di allevamento simile a quello che noi potremo garantire. Non acquistare discus provenienti da allevamenti che usano abitualmente antibiotici o trattamenti antiparassitari preventivi.
Se è possibile, prediligere discus provenienti da allevamenti senza parassiti.

Strumentazione

Per strumentazione intendo il corredo dei mezzi che metto a disposizione per il loro mantenimento. Acqua, cibo e filtraggio, sono i nostri mezzi di lavoro.
Molto inchiostro virtuale è stato versato per discuterne, molte le soluzioni in merito ma spesso sempre e solo compromessi.
Allevare degli animali per goderne al meglio e soprattutto per renderli felici, comporta la ricerca e l’applicazione delle migliori condizioni possibili, SENZA COMPROMESSI.
In questo senso, ancora quando iniziai io ad allevare discus, nel 1990, il modello naturale era quello più seguito, le strade più percorse erano sempre quelle che cercavano di imitare le esigenze naturali di questi animali. Improvvisamente, un esempio basato sull’allevamento intensivo, sull’uso e l’abuso di medicamenti, è diventato il modello più diffuso.
A mio avviso, l’approccio naturale al discus, resta l’unico possibile e quello che i veri appassionati dovrebbero perseguire.
IL discus in natura vive in un’acqua che dal punto di vista chimico è molto tenera e acida e da quello batteriologico ha carica batterica quasi nulla:
Chi alleva discus in condizioni di acqua diverse, commette un errore grossolano e non ha a cuore la salute dei propri pesci!

Questa mia affermazione, solo 15 anni fa, sembrava scontata, oggi invece, alla gran parte degli appassionati che hanno iniziato da pochi anni, sembra eccessiva, anzi molti sono anche convinti che i discus vivano bene in acqua dura e molto basica. Dobbiamo però dire che, questi appassionati non hanno colpe, questi “nuovi” allevatori, hanno avuto cattivi maestri che hanno generato la malattia e poi la cura. Per molti amanti del discus è normale convivere con patologie batteriche e trattamenti antiparassitari preventivi. Al contrario, molti anni fa, era raro avere patologie batteriche aggressive, non solo perché i sistemi immunitari degli animali erano molto più forti ma anche perché la chimica molto curata dell’acqua impediva proliferazioni batteriche eccessive e lo sviluppo di ceppi resistenti, infatti non si usavano antibiotici.
Personalmente uso un’acqua molto tenera e acida. Il mio consiglio rimane quello di usare acqua osmotica arricchita. Far nascere e crescere i discus in queste condizioni, non solo li tutelerà da malattie ma permetterà uno sviluppo immunitario naturale.
L’altro strumento di lavoro fondamentale è il cibo, ho molto spesso parlato di quest’argomento e il mio orientamento è sempre più diretto verso cibi industriali di alto livello, tuttavia vorrei fare alcune riflessioni. Oggi, ancora dibattiamo sull’uso di pastoni e molti li ritengono indispensabili.
Voglio farvi notare che nei primi anni novanta il cibo più diffuso, nel Sud est asiatico era il tubifex, veniva spurgato per ore ed ore(non dimentichiamo che è il verme dei fanghi, detto anche verme di fogna), ed essendo un alimento molto grasso, favoriva ingrassi veloci e spettacolari. Il cuore di manzo era più diffuso in Europa che in Asia. Le bagnarole piene di questi, “palle di vermi” erano una consuetudine agli ingressi di quasi tutti gli allevamenti a certe latitudini. Ebbene, oggi alcuni tra i più illuminati di quegli allevatori, fautori al tempo, di questo tipo alimentazione ed oggi sostenitori dell’utilità del cuore di manzo, concordano con me che quella è stata la porta di ingresso di una lunga serie di ceppi batterici che prima non venivano riscontrati nei discus, con le diverse patologie che ne sono scaturite. Sono certo che tra qualche anno si convinceranno anche della pericolosità del cuore di manzo.
L’elemento chiave per chi alleva discus in occidente è senz’altro il sistema di filtraggio. Dovrebbe essere il cuore del nostro acquario e l’investimento maggiore nei nostri allevamenti.

Il filtro non deve essere considerato una boa di salvataggio tra un cambio d’acqua e l’altro, ma l’ago della bilancia del nostro sistema. Le nostre conoscenze dell’ambiente di provenienza dei discus e l’esperienza fatta in questi ultimi 50 anni, sono sufficienti per farci scegliere un sistema che si basi non sul cambio d’acqua ma un su un filtraggio moderno e realmente funzionale. Il cambio d’acqua continuo e quotidiano, può essere una soluzione in altre parti del mondo, perché in armonia con i costi di gestione e le condizioni climatiche.


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Manutenzione

Qui, veniamo alle “dolenti note”. Per molti appassionati di discus, manutenzione vuol dire “ossessivi cambi d’acqua”. Sembrerebbe che non ci sia altro modo per allevarli. Non è cosi! Oggi l’esempio più diffuso è quello di fare cambi d’acqua giornalieri, sul modello di un sistema d’allevamento professionale asiatico che si fonda su NUMEROSI CAMBI D’ACQUA QUOTIDIANI.

Essendo noi appassionati che, dovremmo godere della bellezza e dell’etologia di questi animali, passare gran parte del tempo tra tubi, secchi e spugne non è edificante. Allevare discus molto spesso può diventare frustrante, la fatica a volte non viene ripagata. Ho già scritto che la manutenzione è l’anello finale della triade dei fondamenti dell’allevamento del discus e che non può, in alcun modo, cambiare la premesse dettate dalla derivazione e dalla strumentazione.

Ma è meglio, fare chiarezza su questo aspetto, in modo più approfondito.

I cambi d’acqua effettuati negli allevamenti asiatici hanno uno scopo che va oltre la semplice e costante pulizia. Siamo erroneamente portati a pensare che il primo obiettivo sia solo quello di abbassare l’ammoniaca in vasca, dopo le copiose somministrazioni di cuore di manzo. In realtà, pesci cosi tenuti sono comunque soggetti allo stress dell’esposizione  a valori di ammoniaca elevati, che sono già rilevabili 5 minuti dopo la somministrazione del pastone a valori di circa 1 mg/L, il cambio d’acqua ha lo scopo fondamentale di eliminare non solo la pericolosa ammoniaca ma praticamente di tenere costantemente sotto controllo il carico batterico. Questo impedisce a ceppi batterici che molto spesso non dovrebbero essere rilevati sui discus, ma in realtà presenti ormai in molti allevamenti, di proliferare e trovare l’opportunità per svilupparsi. Inoltre ha come effetto finale di tenere basso il numero dei parassiti che vengono praticamente rimossi “manualmente” dalla vasca.

Purtroppo, dobbiamo ammettere, che molti amanti del discus con tutta la loro buona volontà non hanno la possibilità di usare vasche senza filtro e numerosi cambi d’acqua ogni giorno.

Molti decidono di adottare un sistema di mantenimento “ibrido” che, abbia almeno un cambio d’acqua al giorno o, ogni due giorni e affidano poi ad un filtro la compensazione di ciò che non si è smaltito. Questo modello non è né asiatico né europeo, semplicemente è errato ed approssimativo.

Nell’allevamento del discus non ci sono vie di mezzo, né compromessi.

IL mio consiglio è quello di mettere a fuoco quale strada vogliamo percorrere, cominciando dalla derivazione dei nostri discus. Se decido di allevare pesci parassitati con un sistema immunitario  già messo alla prova, dovrò rendermi conto che difficilmente in un sistema a ciclo chiuso potrò tenerli senza poi avere problemi. Se comincio invece da pesci sani, che certamente non sono mai stati trattati con antibiotici, potrò pensare di investire più tempo e denaro sul filtraggio.

Da molti anni gestisco i miei discus con un sistema che mi permette di lavorare usando cambi d’acqua solamente ogni 2-3 settimane. Sia che si tratti di accrescimento, sia di adulti.

Il mio sistema che non deve fare i conti con il carico parassitario, è un sistema a ciclo chiuso, realmente basato sul riciclo dell’acqua e dunque  non solo conveniente in termini di gestione e benessere degli animali ma realmente sostenibile dal punto di vista degli sprechi di energia ed acqua. In questo modo posso concentrarmi molto sull’osservazione dei miei discus, godendo ogni istante della loro vita e posso serenamente allevare selvatici  e derivati, avendo un’acqua  molto acida e tenera ed estremamente stabile.

Carmelo Aricò

 

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