Acquario tropicale d’acqua dolce “Olandese”

Un pò di storia

Per acquario “olandese” si intende un acquario dedicato principalmente alle piante tropicali acquatiche, dove i pesci sono relegati a ruolo di mera rifinitura. Il suo appellativo è dovuto agli acquariofili olandesi, che già nei primi anni ’30, si dedicavano seriamente a questo passatempo dando vita alle prime associazioni di appassionati che puntavano principalmente all’aspetto floristico dell’acquario. Nel 1971, grazie alla collaborazione del fotografo/acquariofilo Arend van denNieuwenhuizen con la rivista Aquarium, arrivarono in Italia le prime immagini e i primi testi portando stupore e scompiglio nella mondo arretrato dell’acquariofilia del belpaese. Nell’ultimo decennio si è diffuso fra gli appassionati di acquariofilia dedicata alle piante il nuovo stile nipponico, anche in questo caso grazie ad un fotografo/acquariofilo, Takashi Amano, il quale merita il pregio di aver aggiunto alla corrente olandese nozioni di composizione e di paesaggio zen. Ora questa nuova corrente orientale ha perso un po’ del suo fascino allontanandosi dai concetti iniziali e naufragando spesso in paesaggi acquatici poco credibili e troppo “leccati”.

L’illuminazione e le specie

Con il supporto tecnologico di oggi, ecco cosa ci serve per avere soddisfazione nella coltivazione di piante tropicali in acquario, lasciando alla libera interpretazione individuale il piacere della composizione.

1 – Un buon impianto d’illuminazione. Possiamo spaziare da un minimo di 0,5w x litro per piante poco bisognose di luce come:Cryptoryne, Anubias, Echinodorus, fino a 1w x litro per piante molto esigenti come; Lymnophylasessiliflora, Hgrophyladifformis, Proserpinacapalustris, tutte le rosse come; Alternatherarosaefolia, Ludwigiaperennis, Rotalawallichii, o come tutti i “praticelli” (piante basse tappezzanti); Glossostigmaelatinoides, Eleocharisparvula, Sagittaria teres, utricularia e altre ancora.

Questi parametri valgono per vasche alte fino a 50 centimetri. Se superiamo questa misura in altezza dobbiamo adeguare la potenza dell’impianto luci. Oltre la potenza in watt dell’impianto è molto importante la qualità della luce emessa, intesa come spettro luminoso e durata nel tempo dell’intensità iniziale.  Per un buon risultato, anche le migliori lampade in commercio vanno sostituite ogni anno per garantire alle piante una buona crescita. L’offerta sul mercato è molto ampia e occorre il consiglio di un buon negoziante per fare la scelta giusta.


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Allestimento del fondo / La CO2 /  I valori dell’acqua

2 – Il materiale di fondo. E’ il substrato su cui radicheranno le nostre piante. Non tutte sono così esigenti per il fondo su cui crescono, ma una buona maggioranza si. Sceglieremo quindi un fondo non calcareo, con una grana medio piccola e lo arricchiremo con un buon fertilizzante. Abbiamo in commercio combinazioni molto efficaci anche per scelte particolarmente difficili, come la riuscita di un bel prato verde in primo piano.

3 – Un impianto di CO2. Ognuno potrà regolarsi in base alle proprie possibilità di spesa con i vari sistemi oggi a disposizione (fermentazione, elettrolisi, bombole) nei limiti delle dimensioni della vasca, perché dobbiamo comunque garantire un apporto continuo e sufficiente di anidride carbonica alle nostre piante. Molto importante sarà anche fornirsi di un rilevatore permanente colorimetrico che ci avvisi nel caso in cui l’impianto stesse erogando troppo CO2 letale per tutti gli ospiti della vasca. Con una spesa maggiore potremmo automatizzare la diffusione grazie ad un impianto comandato da un piccolo computerino che leggendo il Ph in vasca con una sonda, erogherà o sospenderà il CO2 mantenendo il valore da noi assegnato (consiglio 6,8/7).

4 – L’acqua giusta. E’ l’elemento più economico e banale da considerare, ma spesso trascurato per nostra pigrizia. L’acqua giusta deve avere un basso contenuto di calcio e carbonati, ovvero GH 8, KH 4, oltre ovviamente essere priva di sostanze inquinanti. Ognuno si informerà dell’acqua disponibile nella propria abitazione e provvederà a renderla adatta ove non lo fosse. In alcune zone, saremo costretti a miscelare con acqua distillata o di osmosi (non la demineralizzata del supermercato) almeno al 50% – 75%. L’acqua giusta, la potremo trovare in tutti i negozi specializzati del settore o potremo produrla in casa con un piccolo impianto ad osmosi. Una volta ottenuta l’acqua con i giusti valori, dovremo mantenerla tale, ed è qui che entra in gioco la nostra dedizione. Dovremo fare i cambi d’acqua, sono importantissimi se vogliamo veder crescere le piante in modo rigoglioso e a lungo nel tempo. La frequenza dei cambi è proporzionale al nostro impegno e al risultato ottenuto, minimo il 20% ogni mese, meglio il 20% ogni settimana, mantenendo comunque la proporzione iniziale che abbiamo stabilito del 50%  o fino al 75%. Ultima cosa, il rimbocco dell’acqua evaporata, non è un cambio di acqua, e va fatto con sola acqua distillata se vogliamo mantenere i valori ottenuti.


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Questi sono i 4 elementi che reputo essenziali per un buon risultato nella gestione di un acquario dedicato alle piante. A questo punto ci resta solo di fertilizzarle periodicamente scegliendo una buon prodotto (ricordiamo che tutti gli acquari con pochi pesci, sono carenti di fosforo e potassio) ed effettuare semplici potature quando necessario. Per il resto valgono le regole base di  un qualsiasi acquario. Un buon filtro proporzionato alla vasca, un termoriscaldatore tarato su 25° che può essere coadiuvato da un cavetto riscaldante di basso wattaggio posizionato sotto il materiale di fondo che garantisca il calore anche all’apparato radicale delle piante, un buon avviamento con i biocondizionatori.

Un ultima nota, i pesci. Ovviamente se abbiamo fatto tutto questo per le piante sarà bene evitare di inserire pesci erbivori come: Leporinus, Balantiochelius, Ancistrus,Bothia, Methinnis, Panaque. Vanno evitati anche pesci che scavano come tante specie di ciclidi e più in generale, tutti i pesci che crescono troppo. Quelli più adatti sono i caracidi sudamericani (Hiphessobrycon, Megalanphodus, Pristella) di branco e anche molti ciprinidi asiatici (Rasbora, Boraras, Puntius) di branco, possibilmente di piccole dimensioni sempre proporzionati alle misure della vasca. Anche molte specie di gamberetti (Caridinajaponica, Kristal red, Red cherry, Bumblebee) sono adatti per questo genere di vasche e si rendono molto utili nel tenere sotto controllo la crescita delle alghe nutrendosene.

Marco Antonini

 

 

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