Acquario “Zen”

Introduzione

Per acquario in stile zen, trattasi di un allestimento per acquario unico ed essenziale. La sua definizione è strettamente correlata alla scelta del materiale decorativo e a quella delle specie vegetali che utilizzeremo (solitamente 3/4 specie massimo). Il layout nel quale inseriremo rocce e piante, dovrà essere ben definito attraverso un progetto semplice e il più possibile naturale. Le piante abbelliranno un angolo del nostro acquario o più semplicemente quasi l’intero fondo con un folto prato. Le rocce saranno da supporto naturale per un gruppo di piante o più semplicemente saranno rappresentate con tutte le loro asperità in 2 o 3 pezzi e posizionate su di un prato.


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Allestimento

Prepareremo il nostro fondo per le piante con terra giapponese di prima qualità (terre ricche di sali, cotte ad alte temperature) fino a raggiungere uno spessore che oscilla tra i 5 e i 10 cm. In questa fase cercheremo di mantenere un livello più alto verso il retro dell’acquario o nella parte centrale se vogliamo ricreare un movimento orografico più naturale. Nella fase seguente, posizioneremo una o due rocce inerti sul fondo cercando di immaginare il conseguente sviluppo della vegetazione e lasciando quindi vaste aree libere per la piantumazione del prato.Le specie vegetali saranno scelte partendo dal concetto che tutte le piante a crescita bassa, dovranno essere posizionate nella parte anteriore della vasca e via via sul retro quelle a crescita alta.


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Quali piante

Tra le specie di prato più reperibili in commercio consigliamo la Hemianthus callitrichoides, Utricularia gramnifolia, Glossostigma elatinoides. Volendo, potremmo arricchire il nostro acquario zen, posizionando sul fondo alcune piante come Rotala green o Rotala macrandra o ancora con Pogostemon erectus e stellatus o con Hydrocotyle japan. Ci preme comunque ricordare che con l’aggiunta di nuove specie come quelle descritte, il passaggio da acquario zen ad acquario olandese sarà breve.

La piantumazione

Procediamo alla piantumazione del prato.  Questa, deve essere eseguita  immediantamente all’allestimento così da utilizzare fin da subito le alte proprietà fertilizzanti del substrato. Ricordiamo infatti che se non procederemo nell’immediato alla piantumazione di tutte le specie scelte o addirittura posizionandone solo alcune,  rischieremo di “superalimentare”  le stesse, bruciandole irrimediabilmente.
I valori dell’acqua dovranno essere controllati spesso perchè la terra fertile tenderà  ad abbattere la durezza totale quella e carbonatica. I Valori ottimali saranno: gh tra 6 e 10 kh tra i 2 e 4. Una buona filtrazione biologica ed un efficiente impianto di CO2, completeranno la riuscita del nostro acquario.


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L’illuminazione

Utilizzando un impianto con tubi T5, cercheremo di rispettare il valore di un watt per litro con gradi kelvin  compresi tra i 6500 e 8000. Differentemente se useremo dei led, procederemo per una scelta di watt per litro compresa tra  0.5 a 0.7 con gradi kelvin  tra i 6000 e gli 8000 (la scelta del led è in funzione della loro qualità e tipo). L’emissione luminosa  non dovrà superare le 8 ore al giorno.

La fertilizzazione

Per un programma di fertilizzazione idoneo, ci dovremo attenere a quello consigliato dalla marca del substrato utilizzato. Utilizzando un sistema ADA, si consiglia il suo programma Brighty k, Step 1/2/3 ed ECA a completamento del programma. Durante la vita del nostro acquario, prima di ogni nuovo intervento sulla fertilizzazione, dovremo affidarci all’osservazione diretta delle nostre piante, aumentando o diminuendo l’utilizzo dei suddetti prodotti in base alle necessità.


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Quali pesci

In ambienti ricchi di piante è essenziale inserire crostacei pulitori come la Caridina sp., e pesci come Epalzeorhynchus siamensis oppure Otocinclus. Partendo dal concetto che L’allestimento zen non “prevede” un acquario di comunità composto da più specie, opteremo per la scelta di pesci da branco. In Piccoli acquari ad esempio, potremmo inserire gruppi di Microrasbore.


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La potatura

Le potature del prato saranno frequenti. Si consiglia di tenerlo ad un’altezza di 1/2cm. Dopo ogni potatura a prescindere che sia di prato o di piante a fusto lungo, utilizzare sempre un cicatrizzante (il sistema ADA prevede l’utilizzo di Green gai) che aiuta a riparare in breve tempo le “ferite” da taglio.

 

La gestione in sintesi

–          Cambio parziale dell’acqua una volta ogni 15 giorni

–          Utilizzo del biocondizionatore e del bioattivatore per ogni aggiunta d’acqua nuova.

–          Utilizzo di un sistema di fertilizzazione idoneo.

–          Pulizia delle parti filtranti meccaniche (spugne o fibre) presenti negli appositi filtri.

–          Misurazione dei valori dell’acqua.

 

Maurizio Di Sarra

 

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