Anemoni

Anemoni biologia

Gli anemoni di mare appartengono al Phylum degli Cnidari. Le Attinie sono polipi più grandi e robusti rispetto agli idrozoi. Per lo più le loro dimensioni sono comprese tra 5 mm a 100 mm di diametro e da 5 a 200 mm di lunghezza, ma possono anche raggiungere dimensioni fino a 1 metro di diametro. Il corpo delle Attinie è di forma cilindrica con una corona di tentacoli disposti su uno o più cerchi intorno alla bocca. La bocca si apre al centro di un disco orale appiattito, ed è questa l’unica apertura dell’apparato digerente: infatti il materiale non digerito viene espulso dalla bocca stessa. Ad una o entrambe le estremità della bocca vi è una doccia (solco) ciliata, chiamata sifonoglifo che si estende all’interno nel faringe. I sifonoglifi producono correnti d’acqua diretti all’interno del faringe e le ciglia presenti nel resto del faringe spingono l’acqua verso l’esterno. Si viene così a formare una corrente d’acqua che trasporta all’interno ossigeno e rimuove i prodotti di rifiuto. Il faringe immette anche in una cavità gastrovascolare ampia, divisa in camere radiali da coppie di setti che si estendono verticalmente dalla parete del corpo verso il faringe. In molti anemoni i setti si prolungano inferiormente in aconzie, ovvero in filamenti provvisti di nematocisti e di cellule ghiandolari. Questi possono essere estroflessi verso l’esterno attraverso la bocca o da pori della parete del corpo per facilitare la cattura della preda o per difesa.


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Gli anemoni di mare, oltre agli cnidociti che contengono le nematocisti, possiedono anche speciali spirocisti adesive. Gli cnidociti solitamente sono posti tra le cellule epidermiche oppure sono immersi al loro interno e si trovano soprattutto nei tentacoli. Le nematocisti contengono tossine, mentre le spirocisti contengono sostanze adesive che bloccano la preda o sono utilizzati per fissarsi ai substrati: le spirocisti emettono filamenti raccolti a spirale. Una volta “scaricati”, gli cnidociti non sono riutilizzabili. La base delle attinie ha spesso colori molto sgargianti che variano dall’arancione al rosso scarlatto, dal bianco al violetto verdognolo, mentre le punte sono rosa-violette per la presenza di Zooxantelle.


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Nutrizione

Gli anemoni sono carnivori e predano pesci e altri organismi. Le prede vengono paralizzate dal veleno tramite i tentacoli urticanti grazie alle nematocisti e spirocisti, e portate alla bocca situata alla base dei tentacoli. Se disturbate ritraggono velocemente i tentacoli contraendo il corpo. Possono nutrirsi anche di sostanze organiche o inorganiche che si trovano disciolte nell’acqua; in alcuni casi sono dotati di alghe zooxanthellae e usano i prodotti della fotosintesi di queste alghe.


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Simbiosi

Gli anemoni spesso stabiliscono diverse interessanti relazioni mutualistiche con altri organismi.  Alcuni anemoni ospitano alghe unicellulari nei loro tessuti da cui ricavano dei nutrienti. Le attinie spesso come ospite hanno anche crostacei come il granchio porcellana, oppure paguri o gamberetti. La simbiosi con i pesci pagliaccio avviene soprattutto con i grandi anemoni. Sembra che, grazie ad un meccanismo non ancora identificato, il muco secreto dai pesci inibisca la scarica dei nematocisti; se altre specie di piccoli pesci però sfiorano i tentacoli, la reazione delle nematocisti si attiva e il pesce diviene preda dell’anemone. Nel caso in cui il pesce pagliaccio non sia mai stato a contatto con uno specifico anemone, è necessario che trascorra un certo periodo perché il pesce possa adattarsi al veleno. Nel caso in cui l’uomo o un altro organismo venga in contatto con un anemone di mare, generalmente la reazione è limitata ad una irritazione della pelle che perdura per 2 o 3 giorni, ma gli effetti possono essere molteplici e più o meno pronunciati, secondo la specie.

Famiglia Actiniidae

A questa famiglia appartengono alcune varietà che vivono sulle coste del Mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico. La più comune è la Condylactis gigantea che è nota per le sue dimensioni notevoli e per i suoi bei colori. Si riproducono sia sessualmente cheassessualmente: se vivono in fondali bassi e con poca corrente è stato verificato che si riproducono asessualmente e formano tanti cloni di se stessi, invece se vivono dove c’è molta corrente praticano anche la riproduzione sessuale.

dott. Tommaso Mascioli

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