Terrario “Pogona vitticeps”

Premessa

Troppo spesso si cede alla tentazione di acquistare un animale visto in negozio, solo perché affascinati dalle sue caratteristiche estetiche ma senza minimamente avere alcuna conoscenza di quali esigenze ambientali e alimentari dovremo assecondare per garantirne salute e benessere.
Quasi sempre ci si affida ai pochi consigli dei negozianti, senza prender in considerazione il fatto che non necessariamente questi siano realmente esperti e che in conseguenza anche quei consigli possano rivelarsi in qualche modo inadeguati e a volte dannosi.
L’unico comportamento che dimostri rispetto verso qualsiasi animale ci accingiamo ad allevare è prima di tutto informarsi, non acquistare d’impulso per poi commettere errori irreparabili e rendersene conto troppo tardi.  Internet offre la possibilità a chiunque di trovare spunti di approfondimento e soprattutto confrontarsi attraverso blog a tema, con chi prima di voi si è trovato nella medesima situazione.
Questa scheda ha la sola finalità di dare a chi si volesse cimentare nell’allevamento di questi docili e affascinanti rettili, le basi per partire con il piede giusto, senza aver la pretesa di essere esaustiva sull’argomento e trascurando volutamente di approfondire il tema della genetica (Morph) che ritengo essere per il neofita, di secondaria importanza.


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Pogona…? Che animale è…?

La Pogona Vitticeps è un sauro della famiglia delle Agamidae, originario del continente Australiano, dove colonizza zone semidesertiche e arbustive, steppe, o comunque territori aridi e rocciosi caratterizzati da grande escursione termica tra giorno e notte,  scarsa umidità e minima ricchezza vegetativa.
Le caratteristiche morfologiche che descrivono questo sauro sono: testa di forma triangolare, arti ben sviluppati e robusti, corpo appiattito dorsalmente e coda possente che rappresenta circa metà dell’intero animale. La colorazione di base degli animali ancestrali va dal grigio al marrone con ocelli disegnati sulla schiena, più o meno evidenti. Spine di differente lunghezza contornano il corpo e quelle presenti nella zona della gola si scuriscono e vengono erette,  quando l’animale è eccitato o si sente minacciato, dando forma alla “barba”, caratteristica distintiva della Pogona Vitticeps. Questi Agamidi si nutrono prevalentemente di insetti e ricevono i liquidi leccando la rugiada al mattino o nutrendosi dei pochi vegetali reperibili nel loro habitat.
Distribuite sul territorio vivono 8 specie di Pogona, nessuna delle quali viene esportata da parecchi anni, quindi la loro diffusione si deve unicamente al lavoro fatto da allevatori professionisti e non.
Solo due specie sono di facile reperimento: P. Vitticeps e P. Henrylawsoni.
La seconda, differisce dalla Vitticeps sostanzialmente per le dimensioni contenute e una “barba meno pronunciata” ma le basi per l’allevamento restano le medesime.
Negli anni allevatori di diversi continenti, tramite accoppiamenti selettivi hanno generato linee di colore e mutamenti genetici (MORPH) non presenti in natura. Grazie a questo lavoro, oggi in commercio si possono trovare animali rossi, arancioni, gialli, bianchi, con meno spine (LEATHERBACK) o privi di spine (SILKBACK) o privi di pattern ossia dei caratteristici disegni sul dorso (WITBLITZ, SILVERBACK)… e molto altro ancora. (Translucent, Hypomelanistic, Dunner, Axantic…) Le aspettative di vita in cattività possono raggiungere i 10 anni, superando di tre volte quelle medie in natura che sono di circa 3 anni.
P. Vitticeps può raggiungere i 60cm dal muso alla coda e oltrepassare i 600g di peso, P. Henrylawsoni raramente raggiunge i 30cm.

Comportamento

Sono tra i sauri più docili e più inclini a tollerare la nostra presenza. Ma come tutti i rettili non amano essere toccati, anzi maneggiarli eccessivamente è spesso causa di stress e di conseguenti patologie. Per fare un esempio chiarificatore, se accarezzate la testa di una Pogona e questa chiude gli occhi, non lo fa per godersi le coccole…è probabile che stia pensando:” non ti vedo…non ci sei non ho paura di te”. Quindi è buona regola maneggiarle il meno possibile.
In natura, come in terrario, al mattino, si spostano dal luogo dove hanno passato la notte in un punto ben esposto al sole o nel nostro caso, sotto lo spot che avremo installato per loro, in modo da potersi scaldare.
Due sono i comportamenti principali con cui comunicano:
harm waving: una lenta circonduzione di un arto anteriore che significa sottomissione gerarchica o sottolinea la non disponibilità della femmina ad accoppiarsi.
head bobbing: che consiste in  un rapido susseguirsi di movimenti su e giù della testa.  Generalmente viene fatto dai maschi e unito allo scurirsi e all’estroflessione della barba esprime eccitazione sia per la vista di una femmina che di un rivale.
L’head bobbing viene fatto anche dalle femmine per stabilire la gerarchia tra loro, in questo caso il consueto movimento su e giù del capo è molto più lento.

Convivenza

I baby, se ben nutriti, possono essere allevati per qualche mese in un terrario comune mentre i maschi adulti non si tollerano e danno vita a feroci lotte spesso infliggendosi amputazioni di code e arti o peggio uccidendosi, questo in natura non accade cosi brutalmente perché gli animali possono darsi alla fuga.
Un gruppo di femmine può invece convivere una volta stabilita una gerarchia.
Vale comunque la regola che animali di taglie eccessivamente differenti non vadano tenuti insieme.
Porre attenzione anche alle coppie sub adulte visto che raggiunti i 150g i maschi spesso iniziano a cercare di accoppiarsi, mentre una femmina di tal peso, sebbene sia già fertile, potrebbe non essere in grado di deporre per via della piccola stazza e andare in contro a Distocia, una specie di occlusione data dalle uova, che se non prontamente trattata da un veterinario specializzato, provoca la morte del soggetto.

Il terrario

Il terrario ideale è costruito in legno o compensato marino o comunque materiale che consenta di mantenere le temperature giuste con la minima dispersione.
La misura minima per una coppia di adulti è 120x60x40 di altezza. In un 100x60x40h è possibile allevare il singolo esemplare.
Griglie di areazione sui due lati corti posizionate ad altezze differenti , garantiranno un buon ricircolo dell’aria e non permetteranno di avere tassi di umidità troppo elevati o pericolosi ristagni di CO2 sul fondo.

Riscaldamento

Uno spot alogeno (perfetti i normali faretti acquistabili in negozi di fai da te o materiale elettrico) possibilmente installato su un portalampada ceramico, a circa un terzo della lunghezza del plafone,  garantirà il riscaldamento della teca.
Evitate categoricamente spot rossi (lampade infrarosse), cavetti o tappetini o rocce riscaldanti e di mettere termostati sugli spot, tutti errori che portano a gravi conseguenze per il metabolismo di questi rettili.
Errore 1: lo spot rosso simula un perenne tramonto, rendendo spesso gli esemplari cosi stabulati perennemente apatici.
Errore 2: in natura il riscaldamento per gli animali desertici diurni arriva diretto dal sole, ossia da una fonte luminosa e chiara che irradia dall’alto quindi ciò che scalda dal basso è innaturale oltre a poter dare problemi agli organi interni che in questo caso sarebbero a diretto contatto con la fonte di calore.
Errore 3: La ricerca delle temperature ideali va fatta cambiando i wattaggi dello spot, un termostato sugli stessi, porterebbe a continue accensioni e spegnimenti, con conseguente stress per gli animali.

Scegliendo opportunamente la potenza dello spot si dovranno ricercare tre zone distinte:
1)    Zona  basking ( dove gli animali sosteranno per riscaldarsi) circa 45°C
2)    Zona calda 32-35 °C
3)    Zona fredda  25-27°C
Durante la notte le temperature dovranno rimanere al di sopra dei 16 gradi, qualora questo non fosse possibile bisognerà installare una lampada ceramica collegata a un termostato.

Illuminazione

Sfruttando tutta la lunghezza del terrario andremo a installare un neon che  emani raggi uva e uvb, quest’ultimi in percentuale dal 5 al 12%. Questa lampada garantirà, insieme all’apporto di calcio e vitamina d3  nella dieta, un corretto sviluppo scheletrico e ridurrà la possibilità di malattie metaboliche.
Esistono anche lampade compatte con le medesime caratteristiche che tuttavia sono consigliabili solo nei terrari piccoli e installate in prossimità dello spot.

Substrato e arredamento

Come substrato per i soli adulti (ossia soggetti che abbiano raggiunto un peso di circa 250g) si potrà usare della comune sabbia di fiume accuratamente lavata e fatta asciugare. Per i baby, onde evitare occlusioni intestinali, meglio optare per semplice carta di giornale o linoleum, entrambi sicuri e igienizzabili con facilità.
Come arredamento saranno sufficienti una roccia sotto il punto basking e un legno accuratamente lavato e lasciato asciugare.
Tuttavia ci si può sbizzarrire nell’aggiungere oggetti che permettano loro di trovare la posizione che più le aggrada o addirittura creare con un po’ di fai da te sfondi tridimensionali su cui possano arrampicarsi e soddisfare pienamente anche il proprio gusto estetico.
Riguardo a queste scelte mi preme fare due note:
1)    Tenete presente che ogni nascondiglio sarà un pericolo qualora l’animale non stesse bene, poiché rifugiandovisi si priverà anche di esporsi ai raggi uvb aggravando alla lunga la propria condizione.
2)    Tenere igienicamente pulito un terrario molto elaborato è esponenzialmente più difficile e richiede molto più tempo.


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Alimentazione

In natura la Pogona è animale “onnivoro”, ossia si ciba sia di insetti e talvolta di roditori appena nati che dei pochi vegetali disponibili. Questo dato tuttavia non deve essere preso in considerazione più di tanto nella gestione in cattività, visto che le condizioni ambientali che noi possiamo ricreare non saranno mai identiche a quelle in natura e di conseguenza saremo noi a dover gestire una dieta che garantisca accrescimento, mantenimento di un peso ideale e costante stato di salute, fornendo nelle varie fasi di sviluppo diverse quantità e qualità di alimenti. L’alimentazione dei baby deve essere costituita per il 70% da grilli e blatte, da evitare categoricamente camole della farina e caimani, troppo chitinosi e difficilmente digeribili. Camole del miele o altre larve risultano molto grasse e si possono somministrare saltuariamente come integrazione in soggetti che abbiano raggiunto almeno i 100g di peso.
Il restante 30% sarà costituito da vegetali, come cicoria, radicchio, rucola, songino, crescione, trifoglio, zucchina, carota, peperone ecc. (non somministrate frutta , gli zuccheri in questa contenuti nuociuono alla lunga alla salute dell’animale,da evitare anche la lattuga).
Questo apporto quotidiano di vegetali risulta fondamentale poiché da essi i nostri draghi ricaveranno tutti i liquidi di cui necessitano.
Non inserire ciotole con l’acqua che innalzerebbero l’umidità portando malattie del sistema respiratorio.
Per garantirne l’accrescimento i baby vanno alimentati a sazietà e gli insetti forniti dovranno essere della giusta misura, ossia empiricamente non più grandi della distanza tra gli occhi della nostra Pogoncina.
Gli adulti invece, andranno progressivamente abituati ad invertire queste percentuali e quindi si fornirà loro un mix di vegetali tutti i giorni e insetti da pasto solo 2 o 3 volte la settimana.
Tutti gli alimenti andranno spolverati con carbonato di calcio e due volte la settimana con calcio arricchito con vitamina d3.
Ovviamente una Pogona che non viene abituata ai vegetali da baby, da adulta farà molta fatica a cambiare stile alimentare e questo pregiudicherà la possibilità di vivere a lungo e in salute.
Per stimolarle in questo senso, somministrate sempre prima un bel mix colorato di vegetali, e solo  dopo alcune ore, il pasto vivo.
NB: perché l’alimentazione avvenga in maniera corretta e l’animale possa completare la digestione è indispensabile che gli insetti vengano somministrati almeno 2 ore dopo l’accensione dello spot e non oltre 3 ore prima dello spegnimento.

Cenni sulla Brumazione e riproduzione

I soggetti adulti, con l’arrivo del freddo, tenderanno a diventare sempre più statici e a nutrirsi meno, questo perché in natura esse vanno in brumazione, ossia fanno una specie di letargo o meglio di riposo metabolico che serve loro per rigenerarsi in vista della primavera, stagione degli accoppiamenti.
In brumazione si possono mandare solo i soggetti adulti e in perfetta salute, quindi sarà indispensabile fare un esame delle feci per accertarsi dell’assenza di parassiti.
La Brumazione verrà attuata riducendo di circa un ora alla settimana il fotoperiodo e arrivati a 8 ore (dalle 12 consuete ndr) si interromperà l’alimentazione.
Procedendo con la riduzione delle ore di luce si darà comunque il tempo alla Pogona di finire la digestione e defecare, a questo punto raggiunte le 6 ore di luce, si potrà spegnere tutto, mantenendo tale situazione per 8-10 settimane.
Avendo l’accortezza di pesare l’animale ogni 10/15 giorni per assicurarsi che non perda più del 5% di peso durante tutto il periodo.
Le temperature non dovranno mai scendere sotto i 15 °C, ma ottimali sono i 17 °C notturni  con picchi che possono arrivare ai 20 °C di giorno.
Passate le 8 settimane si riprenderà dal fotoperiodo di 6 ore con il processo contrario, aumentando di circa un ora a settimana l’accensione delle lampade. Nell’arco di un paio di settimane gli animali si riattiveranno e dovranno essere alimentati.

Riproduzione

Generalmente a poca distanza dalla fine della bruma,  maschi e femmine sono pronti all’accoppiamento.
Riunendo il maschio con la compagna, questi inizierà i tentativi per accoppiarsi e continuerà fin quando la femmina non sarà in ovulazione e si concederà .
Il maschio afferrerà la femmina per la barba lateralmente e cercherà di portare a contatto le cloache, la copula dura da pochi secondi a qualche minuto e può ripetersi nell’arco della giornata.
Se tutto sarà andato nel verso giusto la femmina andrà isolata e comincerà a far basking costantemente, alimentandosi e ingrossando smisuratamente e grattando nella teca in cerca di un posto per il nido. A questo punto andrà inserita una vasca di plastica di circa 30x40x15h riempita di sabbia o torba umida, dove passati da 20 ai 30 giorni circa,avverrà la deposizione.
Le uova vanno segnate con un pennarello per non ruotarle durante il trasporto e posizionate in una vaschetta con perlite o vermiculite e acqua in percentuale di 1:1, chiuse con coperchio e incubate a 26-31°C.
A 31 gradi si schiuderanno  tra i 58 e i 60 giorni.


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Veterinario

Trovare un veterinario esperto in esotici prima ancora di acquistare un animale, è essenziale per garantirci la possibilità di curarlo in caso di necessità. Sebbene qualsiasi veterinario possa farci gli esami delle feci, solo una persona con esperienza specifica potrà darci le corrette terapie e diagnosticare patologie caratteristiche solo di questi animali, il fai da te non porta mai buoni risultati in questo caso.

La gestione in sintesi:

Cosa non fare

– Utilizzare Acquari

– Utilizzare lampade rosse o teppetini riscaldanti

– Non inserire nel terrario ciotole per l’acqua e piante

– Non alimentare con tarme della farina o camole caimano

– Non somministrare lattuga o insalatine

– Non somministrare altri vitaminici

– Evitare la convivenza tra maschi

– Non manipolare troppo spesso gli animali

– Non consultarsi con un veterinario

– Acquistare senza aver appreso informazioni

Cosa fare

– Utilizzare un terrario in legno

– Utilizzare spot alogeno e neon UVB 10%

– Utilizzare arredamenti semplici, ispezionabili e di facile pulizia

– Alimentare con grilli e blatte come alimento base

– Somministrare cicoria, radicchio, rucola e carota

– Somministrare calcio e calcio D3

– Temperature zona basking 45°C, calda 32°C, fredda 27°C

– Convivenza tra femmine

 

Lorenzo Farioli
(finelizards.it allevamento amatoriale Pogona vitticeps)

 

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