Acquario amazzonico

Acquario amazzonico… “esperienze”

E’ un Rio 125 della Juwel con misure cm 81x36x50h, il litraggio lordo è di 146 litri, quello netto di circa 120 litri. La vasca è di ottima fattura ed è venduta completa di tutti gli accessori necessari per l’avviamento; sono stato avvantaggiato dal fatto che già possiedo un mobile (già testato perché ha sopportato il peso di un altro acquario per dieci anni) con scomparto sottostante adeguato per ospitare tutti gli accessori di manutenzione e di gestione; ho provveduto comunque ad inserire un tappetino, di quelli che si usano per gli addominali, fra la vasca e il mobile stesso, che ha una funzione di isolamento termico e dalle vibrazioni eccessive.


Questo allestimento risale precisamente al 24 Gennaio 2013 e non ha subito cambi di layout in questi mesi. Sono partito con l’idea di ospitare dei Ciclidi nani sudamericani e di conseguenza ho cercato di creare un ambiente adatto a loro senza eccedere nella ricerca del tanto chiacchierato “biotopo” che, come molti utenti del forum cercano di spiegare, è molto difficile da ricreare pienamente e realmente per la vastità e diversità degli ecosistemi del continente sudamericano, e nello specifico del Bacino Amazzonico; per i suddetti motivi ho preferito puntare su un “tematico” che consiste essenzialmente nell’inserire nell’allestimento piante e pesci dello stesso ambiente (per ambiente intendo, per esempio, flora e fauna del Rio delle Amazzoni o del Rio Paranà o a limite ci si può allargare anche ad inserire flora e fauna sudamericana in generale). Con questi presupposti sono riuscito a creare una vasca funzionale e semplice nella gestione, e gradevole dal punto di vista estetico e, cosa più importante di tutte, adatta per il tipo di fauna e flora che è andata ad ospitare.


Riguardo al comparto tecnica mi sono mantenuto principalmente su quella di serie in dotazione al Rio 125, che ho ritenuto adatta agli obiettivi che mi ero preposto, comunque passiamo al dettaglio:
Illuminazione – Composta da Impianto con centralina elettronica con 2 tubi T5 x28 Watt stagno per un totale di circa 0.45 w/lt, illuminazione secondo me ottimale, ne troppo forte ne troppo debole, che permette di allevare con successo le piante che ho inserito. L’unica pecca che devo osservare, ma come molti utenti sanno, è l’obbligo di cambiare i neon con solo quelli di marca Juwel o Dennerle ( l’ho letto da qualche parte, ma non ne sono sicuro). Il fotoperiodo di 8h è regolato da un timer che fa accendere le luci dalle 16:00 alle 24:00.


Sistema di filtraggio:

Anche questo di serie, personalmente sono uno dei sostenitori di questo filtro che, oltre a lavorare in maniera eccellente, è anche di dimensioni contenute e non occupa un intero lato dell’acquario come succede in molte vasche. Ho riempito lo scomparto meccanico- biologico con: (dal basso in alto) cannolicchi (aumentati in quantità rispetto a quelli di serie), spugna a grana media, spugna a grana fine, lana perlon, sacchetto con torba (135-140 gr), lana perlon. Nello scomparto accanto invece è situata una pompa Eccoflow 600 e il termo riscaldatore da 100w. Ho dovuto fare una modifica all’out del filtro dato che la pompa generava veramente troppa potenza per un acquario di queste dimensioni e soprattutto per le esigenze acidofile dei pesci che intendevo ospitare (l’eccessivo movimento della superficie causa un aumento del ph); per questi motivi ho inserito una spray-bar artigianale costruita partendo da un comune tubo di plastica dura comprato dal ferramenta (delle misure giuste per inserirlo nell’out del filtro naturalmente), forato, tagliato e tappato all’estremità con della lana perlon compressa; con questa modifica sono riuscito a dirigere metà dell’acqua in uscita verso il vetro posteriore (il tubo è forato su due lati opposti) e l’altra metà verso il fronte.

Allestimento

Partiamo dal fondo che ho composto in tre strati: il più basso è costituito da terriccio fertilizzato Amazon Substrate della Haquoss (2.2 kg), sopra di esso vi sono 5 kg di JBL Aquabasis e per ultimo ci sono circa 15 kg di sabbia ambrata fine (sugar size); il fondo fertile è stato inserito per ospitare le piante della famiglia delle Echinodorus che, come è noto, richiedono nutrienti nel substrato.
Al centro della vasca ho inserito una grossa radice di java coperta di muschi che è protagonista del layout (ci ha messo 1 mese per affondare!) attorniata da due radici più piccole e da legni mopani; quest’”impalcatura” di legno e muschio ha sia la funzione di creare barriere visive e rifugi per i pinnuti ospitati sia di fungere da riserva alimentare, ricca di microfauna, per gli avannotti che, nascendo nelle noce di cocco sottostante la radice, una volta iniziato il nuoto libero hanno a disposizione, proprio nelle vicinanze, un ricco banchetto integrativo ai naupli, che comunque somministro regolarmente.

Flora

Come detto prima, ho provveduto ad inserire piante sudamericane, in dettaglio:
• Echinodorus bleheri
• Echinodorus horizontalis
• Echinodorus latifolius
• Juncus repens
• Java moss (unico non “tematico” ma mi serviva per la microfauna)
• Salvinia natans
• Limnobium levigatum
• Lemna minor (ormai cosmopolita)
Tutte le piante ormai si sono abituate all’ambiente della vasca e crescono molto vigorosamente, specialmente quelle galleggianti che hanno bisogno una costante regolazione della “popolazione”, tutta l’altra flora è sottoposta a potature meno regolari, semplicemente tolgo le foglie più vecchie per favorire le crescita di quelle nuove.

Fertilizzazione
Attualmente utilizzo prodotti della linea Easy life con la quale mi trovo bene, nello specifico uso Profito e Carbo (quest’ultimo con molta cautela)a dosi dimezzate; ho in programma di inserire delle tabs fertilizzanti da interrare vicino alle radici quando vedrò esaurirsi l’effetto del fondo fertile.
Fauna
Gli ospiti principali della vasca sono una coppia di Apistogramma agassizi “Double red”; devo dire che sono rimasto affascinato da questi splendidi Ciclidi, dal loro comportamento, e dalla loro bellezza unica; sono una coppia abbastanza affiatata e da Maggio si sono riprodotti una volta e poi si sono fermati, penso a causa delle temperature troppo alte dell’estate; per tutto il tempo che li ho ospitati non hanno manifestato un’eccessiva aggressività tranne che nel periodo di riproduzione, che comunque si è limitata a qualche morso e inseguimento. Inoltre nell’acquario ci sono una decina di avannotti della covata di giugno, ormai hanno raggiunto i 2 cm e si incominciano a intravedere i primi segni distintivi della specie come la colorazione e la banda nera orizzontale che corre lungo tutto il corpo; i genitori ancora non gli badano molto ma sono convinto che fra poco dovrò spostarli in una vaschetta da 20 litri che tengo per le emergenze, anche per favorire ulteriori covate; ho nutrito i piccoli con naupli di Artemia per il primo mese e mezzo poi ho cominciato a svezzarli con mangime secco sbriciolato e congelato (che veniva lasciato sul fondo dai genitori intenti a mangiare i bocconi più sostanziosi). Nella vasca sono altresì ospitati un gruppetto di 7 Otocinclus Vittatus che passano l’intera giornata a brucare sugli arredi e sui vetri; ho notato che sono un po’ difficili nell’alimentazione e non considerano quasi per niente le tabs a base di spirulina e altri alimenti specifici, l’unica cosa che gradiscono è la verdura fresca sbollentata come rondelle di zucchine o foglie di rucola. Nella vasca sono presenti anche gasteropodi come le Melanoides tubercolata, che svolgono un’importante azione di movimento del fondo sabbioso, e delle Physa marmorata arrivate con le piante.

Alimentazione
In questo ambito ho voluto variare il più possibile la diete dei miei ospiti; due volte a settimana somministro mangime secco in granuli e liofilizzato della Tropical (con aggiunta di vitamine una volta a settimana), gli altri giorni invece li alimento con mangime congelato Amtra (dieta per Ciclidi, Chironomus, daphnie); per gli Otocinclus sono riservate delle verdure sbollentate (rondelle di zucchine, foglie di rucola) date le loro esigenze speciali (penso derivanti dal fatto che sono esemplari di cattura).

Manutenzione
La manutenzione in questa vasca è semplice e di facile esecuzione. Mi limito a cambi settimanali del 10% con acqua di rete (decantata e biocondizionata e ambrata con catappa e pignette) tagliata con RO nelle percentuali di 70% RO e 30% di rete, l’inserimento dell’acqua viene effettuato tramite una pompa (settata al minimo) e un tubo che inserisco in uno scomparto esterno del filtro per non causare troppo movimento; i rabbocchi, se necessari, vengono effettuati con sola osmosi inversa; questa è la parte più sostanziosa della manutenzione settimanale che prevede anche potature se necessarie (sempre per le galleggianti), pulizia dei vetri, cambio della torba nel filtro (di solito una volta ogni mese e mezzo/due), pulizia delle spugne e della lana perlon (quando la portata del filtro diminuisce).

Valori dell’acqua
Temperatura – 24°
PH – 6.00
GH – 5
KH – 3
NO2 – Assenti
NO3 – 5 mg/l

Mattia Serpetti

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